Giampaolo Mannu

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RI-MAKE: "QUI AIUTIAMO LE FAMIGLIE IN CRISI PER IL COVID, MA IL COMUNE HA DECISO LO SGOMBERO"

Se questo stabile deve essere abbattuto, almeno che il Comune coinvolga la popolazione nel nuovo piano di riqualificazione. Qui durante il primo lockdown si sono letteralmente salvate delle vite. Perciò questo spazio va salvato”. A parlare sono gli attivisti di Ri-Make, l’ex liceo occupato di via Del Volga, che da anni organizza e ospita attività sociali e culturali per gli abitanti dei quartieri Affori e Bruzzano, e che a primavera, nonostante abbia aiutato il Comune con gli aiuti alimentari per le famiglie, è stato inserito negli immobili in disuso e per questo da riqualificare.

La storia di Ri-Make e Ri-Maflow

Lo spazio “Ri-Make” nasce nel 2013 con l’occupazione dell’ex Cinema Maestoso, prendendo il nome proprio dal gergo cinematografico (i Remake sono infatti i rifacimenti di vecchi film famosi, ndr). Il progetto durerà qualche anno, con vari sgomberi e nuove occupazioni, fino al definitivo insediamento nell’ex liceo classico Omero di via Del Volga. Il gruppo di attivisti organizza e ospita numerose iniziative, riprendendo quell’idea di mutualismo iniziata nel 2012 con l’esperienza di Ri-Maflow, la fabbrica di Trezzano sul Naviglio che dopo il fallimento era stata recuperata dagli stessi operai appena licenziati e riconvertita in una nuova azienda tuttora in attività.

Il Covid-19 e gli aiuti alimentari alle famiglie

È proprio l’idea del mutuo soccorso a spingere Ri-Make, nel marzo 2020, a far parte della rete di associazioni, centri sociali e brigate solidali creata dal Comune di Milano durante il primo lockdown per consegnare beni di prima necessità e generi alimentari alle famiglie in difficoltà economica. “Ci guardavamo in giro e pensavamo a cosa poter fare per le persone – spiegano gli attivisti ricordando le prime fasi della pandemia di Covid-19 – Così in breve abbiamo dato il via a tante piccole attività che potevano venire incontro agli abitanti della zona: dalla spesa, allo sportello per il lavoro e la casa, passando per il nido di quartiere e i tamponi sospesi. Qui, in quei mesi, ma anche dopo, si sono realmente salvate delle vite”.

La riqualificazione decisa dal Comune dopo il lockdown

L’aver aiutato le famiglie durante la pandemia non ha però salvato lo spazio occupato dallo sgombero, e così, terminata la fase più drammatica dell’emergenza Coronavirus, a primavera 2020 il Comune ha inserito l’ex liceo di via Del Volga nell’elenco degli stabili in disuso e da riqualificare. Una sorte che toccherà di lì a breve anche altri due spazi occupati che durante il lockdown di marzo e aprile si erano impegnati al fianco dell’Amministrazione comunale: la Cascina Torchiera e il Lambretta. “Se pensiamo che da parte del Comune sia stata una scorrettezza? Mettiamola così: probabilmente vedere il potenziale che può esprimere un’esperienza di mutuo soccorso sul territorio, ha fatto paura a qualcuno”, rispondono i ragazzi di Ri-Make

La campaga “Disegna un bene comune”

Non neghiamo che lo stabile dell’ex liceo Omero sia messo male – continuano gli attivisti – È vecchio e lo sappiamo, ma gettare via le tante cose buone fatte qui dentro è un vero spreco. Per questo abbiamo dato il via alla campagna di quartiere ‘Disegna un bene comune’. Quello che chiediamo è molto semplice: se lo stabile dev’essere abbattuto, il Comune si renda almeno disponibile ad ascoltare le proposte e le esigenze del quartiere. Sappiamo bene che spesso siamo stati accostati a un centro sociale, ma la nostra visione è del tutto ribaltata. Se uno spazio è vuoto e abbandonato dall’amministrazione pubblico, questo rappresenta già di per sé un patrimonio sottratto ai cittadini. Recuperarlo con progetti basati sul mutualismo di quartiere, per noi, è del tutto legittimo”.

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